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martedì 1 giugno 2010

Alessandro Volta


Il Conte Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta (Como, 18 febbraio 1745 – Camnago Volta, 5 marzo 1827) è stato un fisico e inventore italiano, conosciuto soprattutto per l'invenzione della pila elettrica.






Biografia

Nato a Como, nel palazzo avito situato nell’ attuale Via Volta, da don Filippo e donna Maddalena dei Conti Inzaghi, Alessandro venne educato nel Collegio gesuita di Como.

La sua passione fu sempre lo studio dell'elettricità e, ancora giovane studente, nel 1763 scrisse i primi saggi di elettrologia. Tra di essi, scrisse addirittura un poema in latino su questo affascinante, nuovo fenomeno. De vi attractiva ignis electrici ac phaenomenis inde pendentibus (il suo primo scritto scientifico).

Nel 1775, anno in cui divenne professore di fisica sperimentale presso il Liceo Ginnasio Statale Scuola Reale di Como, creò l'elettroforo, un congegno che produce una carica elettrica statica. L'elettroforo gli diede notorietà e gli consentì di divenire membro delle maggiori società scientifiche europee. Nel 1776-1777 studiò la chimica dei gas, scoprì il metano, e condusse esperimenti come la combustione del gas tramite una scintilla elettrica in un recipiente chiuso. Di questo periodo sono anche l'invenzione del condensatore di elettricità ed il perfezionamento dell'eudiometro.

Nel 1778 fu nominato professore di fisica sperimentale a Pavia, dove risiederà per ventidue anni e presso la cui università l'imperatrice Maria Teresa d'Austria fece costruire in suo onore l'Aula Volta.

Nel 1794 Volta sposò Teresa Peregrini, figlia del nobile Ludovico Peregrini. La coppia ebbe tre figli: Zanino (1795-1869), Flaminio (1796–1814) e Luigi (nato nel 1798).

Nel 1809 divenne senatore del Regno d'Italia e nel 1810 conte del Regno d'Italia. Dopo la restaurazione dell'impero asburgico, nel 1815 l'imperatore d'Austria lo nominò professore di filosofia a Pavia e gli conferì il titolo di Cavaliere dell'Ordine Imperiale Austriaco della Corona Ferrea. Nel 1819 si ritirò a vita privata nella sua casa di campagna a Camnago, località nei pressi di Como, divenuta in seguito una frazione del comune di Como e denominata attualmente Camnago Volta in suo onore.

La Pila di Volta


Nel 1792 Volta avviò estese indagini sull'elettricità animale, al cui riguardo la teoria corrente più diffusa era il galvanismo proposto da Luigi Galvani. Nel 1800 fu proprio il disaccordo con lo stesso Galvani a portare Volta a sviluppare la cosiddetta pila voltaica, un predecessore della batteria elettrica, che produceva una corrente elettrica costante.

Inizialmente condusse esperimenti con celle individuali collegate in serie. Ogni cella era un calice da vino riempito di salamoia, nel quale erano immersi due elettrodi dissimili. Nella pila elettrica i calici erano sostituiti da cartone imbevuto di salamoia, e le dimensioni erano limitate dal peso che la cella inferiore poteva sopportare senza che tutta la salamoia venisse strizzata fuori dal cartone. Volta determinò che la coppia più efficace di metalli dissimili producenti elettricità era composta da zinco e rame.

Il fenomeno alla base del funzionamento della pila voltaica, per cui tra due conduttori metallici diversi posti a contatto si stabilisce una piccola differenza di potenziale, prende appunto il nome di effetto Volta. Dai suoi lunghi esperimenti Volta ricavò tre leggi per descrivere il fenomeno.

L'annuncio dell'invenzione della pila, avvenuto nel 1801 presso la Royal Society, accrebbe ulteriormente il consenso della comunità scientifica internazionale per Volta.

Riconoscimenti

  • Nel 1794 gli venne conferita la Medaglia Copley della Royal Society di Londra (equivalente ad un moderno premio Nobel).
  • Nel 1801 la medaglia d'oro dell'Institut des Sciences di Parigi.
  • Nel 1805 in onore del suo lavoro nel campo dell'elettricità, Napoleone lo nomina Cavaliere della Legion d'Onore.
  • Nel 1806 diventa Cavaliere dell'Ordine della Corona Ferrea.
  • Nel 1881 l'unità di misura SI del potenziale elettrico venne chiamata volt in suo onore.
  • La città di Como ha dedicato a Volta musei, rassegne, monumenti, vie e istituti scolastici.
  • In occasione del primo centenario dell'invenzione della pila si tenne a Como la prima grandiosa Esposizione Voltiana, di richiamo internazionale. In particolare, in occasione del centenario della sua morte (1927), sul lungolago di Como fu costruito il Tempio Voltiano, museo contenente cimeli del grande scienziato, mentre a Brunate sulla vetta del Monte Tre Croci fu eretto il Faro Voltiano, torre ottagonale alta 29 metri.
  • La città di Angera gli ha dedicato una lapide sul municipio, in cui si ricorda che negli stagni di quella città Volta scoprì il metano.
  • Gli è stato dedicato un asteroide, 8208 Volta.
  • Lo stato italiano gli ha invece dedicato lo spazio sulle banconote da 10 mila lire.
  • Diverse scuole,soprattutto in Italia,hanno il suo Nome.

giovedì 20 maggio 2010

Museo Storico dell'Università di Pavia: cenni storici

Il Museo Storico dell'Università di Pavia nacque nel 1932 in occasione del primo centenario della morte di Antonio Scarpa, fondatore della Scuola Anatomica pavese. A quell’epoca il museo accoglieva scritti autografi, opere a stampa e preparazioni anatomiche dello stesso Scarpa e di altri anatomici come Giacomo Rezia e Panizza. Il materiale anatomico divenne il primo nucleo dell’attuale allestimento museale, inaugurato ufficialmente nel 1936. Nel secondo dopoguerra, alla sezione di Medicina fu aggiunta la sezione di Fisica, intitolata ad Alessando Volta.
Oggi il Museo per la Storia dell’Università contiene preparati anatomici, strumenti di fisica e chirurgici, documenti relativi alla storia dell’ateneo e cimeli.

La Sezione di Medicina si articola in tre sale, intitolate rispettivamente all’anatomico Antonio Scarpa, al patologo chirurgo Luigi Porta, all’istologo e patologo Camillo Golgi.
Nella Sala Scarpa l’attività di studio condotta a Pavia nel campo delle scienza matematiche, naturali e chimiche, è testimoniata da reperti relativi a scienziati quali Vincenzo Brunacci, Lazzaro Spallanzani e Luigi Valentino Brugnatelli.
La Sala Porta è invece in gran parte dedicata ai preparati anatomici riguardanti il sistema circolatorio. Conservati a secco, in alcol o in soluzione di formaldeide, questi reperti testimoniano interventi chirurgici o la risposta a situazioni sperimentali. Accanto a questo materiale sono conservati anche volumi e cartelle cliniche. I pezzi della collezione che destano più curiosità sono la testa e le dita dell’anatomico Antonio Scarpa, conservati in alcol in una teca di vetro. Alcuni spiegano l’esistenza di questi oggetti associandoli al vero e proprio culto che sarebbe nato attorno al professore, mentre secondo altri fu talmente odiato dai suoi collaboratori da giungere a mutilarlo dopo la morte avvenuta nel 1832.
La Sala Golgi accoglie oggetti, manoscritti e appunti delle lezioni di Camillo Golgi, del suo carteggio e l’attestato originala del Premio Nobel assegnatogli nel 1906. Nella stessa sala sono conservati anche reperti di altri medici, tra cui gli strumenti utilizzati da altri scienziati illustri.

La sezione di Fisica comprende due sale: il gabinetto di fisica di Alessandro Volta e il gabinetto di fisica dell’800. Nella prima sala sono conservate le menzioni di Volta e gli strumenti da lui utilizzati per ricerca e didattica. Nella seconda sala sono esposti gli strumenti inventati o utilizzati dai successori alla cattedra di fisica nel corso dell’800.